“INDIFFERENZA, MALE DI MOLTI”

Nel semplice incontro di un uomo con l’Altro si gioca l’essenziale,l’assoluto: nella manifestazione, nell’ “epifania” del volto dell’Altro scopro che il mondo è mio nella misura in cui lo posso condividere con l’Altro. E l’assoluto si gioca nella prossimità, alla portata del mio sguardo, alla portata di un gesto di complicità o di aggressività, di accoglienza o di rifiuto.

E. Levinas

L’epifania, deriva dal greco ed è la manifestazione del divino. Questa manifestazione si può vedere tutte le volte che c’è un incontro con l’Altro e mi mostra il suo volto. Per Levinas questa manifestazione è l’esperienza fondamentale del nostro essere. Infatti, solo nel momento in cui mi apro con l’Altro, finisce l’indipendenza dell’io, riconoscendo l’unicità dell’Altro. Grazie all’apertura dell’io si può arrivare a un cambiamento che porta alla felicità. L’io accoglie la manifestazione dell’altro attraverso il linguaggio. Tra l’io e l’altro c’è comunque un rapporto di asimmetria perché non posso pretendere lo stesso da me e dal prossimo. L’egoismo e l’egocentrismo portano ad una vita triste e frustante perciò L’apertura con l’altro deve fare in modo di riconoscersi nel diverso, in questo modo si può comprendere che l’essenza che ci forma è la stessa.

Vincenzo Nolè

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