Adesso più che mai abbiamo bisogno di unità, di collaborazione, per riuscire a tornare a ciò che chiamavamo normalità.
In questo periodo la nostra Italia si trova in pericolo a causa del coronavirus che sta svuotando città e riempiendo ospedali, soprattutto i reparti di terapia intensiva di città come Milano, Bergamo e molte altre.

Oltre alla paura di questa malattia che non possiamo affermare di conoscere fino in fondo si aggiungono la sofferenza e l’estraneazione che comportano le misure adattate contro la diffusione rapida del virus: la popolazione si è ritrovata confinata nelle proprie abitazioni ed è destinata a restarci per un tempo che non siamo nemmeno in grado di calcolare. Le nostre città, tra le più belle del mondo, sono stranamente silenziose, vuote e fredde.

Si sono interrotti i contatti con tutti coloro all’esterno della propria cerchia familiare, i bambini non vanno più nei parchi, i ragazzi non si allenano più insieme; il coronavirus ci ha portato via uno degli aspetti più importanti dell’essere umano: il convivere con altri essere umani.
Al fine di riavere questa parte di noi dobbiamo combattere tutti insieme come una squadra, una famiglia, restando a casa e limitando il contagio il più possibile in modo da permettere a tutti di essere curati, in modo da concedere ai medici di riprendere fiato, in modo da sconfiggere questo virus.
Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.
S. Francesco d’Assisi
A cura di Caterina Hernandez
