LA RIVOLUZIONE DEGLI HOPE

“Poter pensare che persone con disagio mentale, dopo un percorso di cura, possano aiutare coloro che stanno seguendo nello stesso cammino, è una rivoluzione.”


“Il primo obiettivo è quello di realizzare un modello di accoglienza basato sulla spontaneità del condividere spazi e tempi di vita, in un quadro flessibile.”

~Fareassieme~

Per info: fareassieme.com

In un mondo dove prendersi cura degli altri è sempre più trascurato, possiamo trovare conforto nel sapere che ci sarà sempre qualcuno che ha passato la tua stessa esperienza pronto ad aiutarti.

Un esempio è il cambiamento radicale che hanno fatto gli Hope (Homeless peer), che dedicano la loro vita al prossimo. Gli Hope possono essere definiti come “utenti esperti”. Questo termine però è riduttivo poiché essi non sono solamente coloro che, grazie all’esperienza e alle conoscenze acquisite attraverso questa, aiutano nell’organizzazione dei servizi in un determinato ambito. Infatti la loro peculiarità sta nell’atto di creare un legame profondo con le altre persone di cui si occupano, grazie alla condivisione di esperienze e problematiche comuni. Quindi la base del loro lavoro è costituita dall’empatia e dalla capacità di e rivedersi nelle situazioni altrui, dispensando consigli e suggerimenti per affrontare questa difficile situazione.

Come affermano i membri del Fareassieme, questo tipo di attività aiuta inoltre i pari a sviluppare un senso di responsabilità e a far crescere la fiducia in loro stessi. Per di più, condividere i loro spazi e tempi di vita li abitua ad una flessibilità maggiore nel mondo reale, insegnando loro il potere della condivisione e dell’adattamento.

Inoltre esistono luoghi dove uomini e donne adulti senza dimore possono vivere a contatto con persone nella loro stessa situazione e intraprendere un percorso di crescita collettivo. Queste case hanno un totale di 13 o 14 posti letto e contengono anche zone comuni (giardino, cucina e soggiorno) e gli uffici degli Hope. Qui i coinquilini imparano la gestione degli spazi comuni e a prendersi cura delle aree all’aperto, come orti e giardini. Sono infine presenti dei referenti notte per aiutare gli abitanti della casa durante le ore in cui le fragilità e le insicurezze tendono ad essere amplificate.

Secondo noi, avere la forza di prendersi cura di persone che stanno passando gli stessi incubi che si sono provati sulla propria pelle, è un atto da lodare e da cercare di emulare. Nel mondo servirebbero più persone con tale coraggio e altruismo, per cercare di aiutare tutti coloro che dalla vita hanno ricevuto più sofferenze che momenti di felicità. Quindi vogliamo mandare un grande ringraziamento agli Hope e al loro lavoro che permette agli uomini e alle donne di essere un po’ più solidali ogni giorno e avvicinarsi quindi ad un mondo dove ognuno è pronto ad aiutare il prossimo.



A cura di Giulia Bonciani e Eleonora Lillo